L’Anisakis. Cos’è e come proteggersi.

On 13 ottobre 2015 by Hotel

Anisakis3

Con l’esponenziale aumento del consumo di pesce crudo nei nostri ristoranti e sulle nostre tavole, è notevolmente aumentato anche il pericolo di contrarre l’Anisakidosi, pericolosissimo disturbo causato dall’Anisakis.

Quest’ultimo è un parassita di alcune specie di mammiferi marini.

Tramite vari processi naturali (quali defecazione ed ingerimento da parte del krill) tali parassiti finiscono nelle viscere di molti pesci tra cui tonno, salmone, sardina, acciuga, merluzzo, nasello e sgombro i quali, se non tempestivamente eviscerati dopo la cattura, finiscono per essere totalmente invasi nelle carni.

Di qui a finire nel nostro organismo il passo è davvero breve, soprattutto se consideriamo che percentuali altissime del pesce pescato nei nostri mari o importato dall’estero è infetto.

Le conseguenze sono davvero devastanti per il nostro organismo, poiché l’Anisakis, una volta raggiunto lo stomaco, per sfuggire ai succhi gastrici, intacca le pareti gastriche mangiando letteralmente la carne. I sintomi sono dolori lancinanti, bruciore e vomito ed il rimedio, nella maggior parte dei casi, può essere l’intervento chirurgico.

Ma come possiamo difenderci da questo subdolo parassita?

Quando ci rechiamo in un ristorante, evitiamo di sperimentare avventurandoci in posti nati da poco e di non provata professionalità. Assicuriamoci sempre che determinati prodotti vengano trattati nel modo giusto e quindi “abbattuti”, cioè portati a temperature ben al di sotto dello 0 per molte ore.

Informatevi sempre col personale di sala sui trattamenti di conservazione e cottura del pesce e ricordatevi di non accettare mai la risposta ”è marinato quindi è sicuro” poiché l’Anisakis non muore al contatto col limone o l’aceto.

Quando siete a casa e consumate del pesce fresco, assicuratevi di averlo prima congelato per oltre 96 ore a temperature al di sotto dei -18°C.

Probabilmente risulterà seccante ma vi assicuriamo che serve a salvarvi da enormi pericoli spesso sottovalutati.

Comments are closed.